Molestie sul posto di lavoro : il nuovo sondaggio della SECO
Le molestie sessuali sul posto di lavoro rappresentano un fenomeno tristemente diffuso, dal profondo impatto sull’ambiente lavorativo e sul benessere personale. Non sempre è chiaro cosa si definisce esattamente come molestia sessuale. La giurisprudenza elvetica ha concluso che per molestie sessuali sul posto di lavoro si intendono tutti i comportamenti di natura sessuale o sessista che si verificano nel contesto lavorativo, sono indesiderati dalle persone coinvolte e sono percepiti come una violazione dell’integrità personale. Tali comportamenti includono osservazioni, battute, gesti o contatti fisici non richiesti, nonché situazioni di pressione psicologica o ricatti.
I risultati principali
Lo studio commissionato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) e dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), condotto nel 2023, fornisce una fotografia dettagliata della situazione in Svizzera. La ricerca ha coinvolto un ampio numero di partecipanti, con 2533 dipendenti e 2063 aziende che hanno contribuito attraverso questionari online.
La diffusione delle molestie sessuali sul posto di lavoro è preoccupante. Più della metà dei lavoratori intervistati, pari al 52%, ha dichiarato di aver vissuto episodi di comportamenti sessisti o sessuali indesiderati durante la propria carriera. Le donne risultano particolarmente colpite, con una percentuale del 58,8%, significativamente superiore rispetto al 45,9% degli uomini. Questo divario è confermato anche nell’analisi degli episodi verificatisi negli ultimi 12 mesi: circa un terzo degli intervistati (30,3%) ha subito comportamenti simili, con un impatto maggiore sulle donne (34,5%) rispetto agli uomini (26,5%). Questi dati mettono in luce l'urgenza di affrontare il problema attraverso misure preventive e un cambiamento culturale.
Il personale della Svizzera tedesca segnala gli episodi con una frequenza leggermente superiore (53%) rispetto a quello della Svizzera francese (51%) e del Ticino (44%). I tipi di comportamento più frequentemente vissuti sono osservazioni o battute svilenti o oscene, racconti non richiesti a contenuto sessuale, gesti o atteggiamenti osceni, contatti fisici, fischi, sguardi, messaggi o e-mail indesiderati, svilenti o osceni. I settori più colpiti sono l’edilizia, l’alberghiero e la ristorazione, seguiti dal settore sanitario e sociale. I giovani, il personale in formazione e chi lavora a turni risultano particolarmente vulnerabili. Gli autori delle molestie sono invece in grande maggioranza uomini.
Reazioni e conoscenza dei diritti
Le reazioni più comuni alle molestie sono il confronto privato (57%) e il dialogo con i colleghi (51%). Tuttavia, il 40% delle vittime non reagisce, e solo il 18% si rivolge ai responsabili aziendali. Una delle possibili cause potrebbe essere la scarsa conoscenza di diritti e obblighi legali sul tema: solo il 20% del personale dichiara di conoscerli. Questa mancanza di consapevolezza rende difficile per le vittime identificare i comportamenti inappropriati, denunciarli e cercare supporto. Inoltre, il deficit informativo può alimentare un clima di impunità e indebolire le iniziative di prevenzione, compromettendo gli sforzi per creare un ambiente lavorativo sicuro e rispettoso. Il problema è diffuso anche tra i datori di lavoro: l’85% presenta infatti lacune nella conoscenza delle responsabilità legali.
Raccomandazioni per la prevenzione e l’intervento
Lo studio ha anche una parte prescrittiva, dalla quale emergono tre principali ambiti d’azione, ognuno dei quali mira a contrastare le molestie sessuali sul posto di lavoro in modo organico e mirato.
Il primo, la prevenzione, pone l’accento sulla necessità di sensibilizzare e formare costantemente il personale a tutti i livelli aziendali. Questo agisce su due principali direttrici, la formazione, tramite sessioni formative regolari e iniziative che promuovano la consapevolezza sui diritti e sui comportamenti accettabili, e la repressione, con l’adozione di una politica aziendale di tolleranza zero.
Il secondo, l’intervento, richiede la creazione di strutture che rendano più agevole la segnalazione degli episodi, garantendo un supporto immediato e adeguato alle vittime. Le aziende devono implementare procedure chiare per la gestione dei reclami, che includano l’istituzione di figure di riferimento e servizi di consulenza interna o esterna. Questo sistema deve essere accompagnato da un approccio che eviti di colpevolizzare le vittime, focalizzandosi invece sul richiamare alle loro responsabilità gli autori dei comportamenti molesti.
Infine, la ricerca e validazione si concentra sulla necessità di approfondire le differenze culturali e di genere che influenzano la percezione e l’incidenza delle molestie. Un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata alle piccole e medie imprese, spesso meno attrezzate per affrontare tali problematiche. Valutare e aggiornare periodicamente i regolamenti vigenti consentirà di adattarli alle mutevoli esigenze del mondo del lavoro, migliorando l’efficacia delle misure adottate.
In conclusione
Lo studio evidenzia l’importanza di affrontare le molestie sessuali sul posto di lavoro come un problema strutturale e multidimensionale. Nonostante una riduzione degli episodi rispetto al passato, la percezione delle molestie rimane alta, sottolineando la necessità di interventi mirati. L’adozione di politiche aziendali efficaci, l’educazione del personale e l’implementazione di misure preventive e repressive rappresentano passi fondamentali per creare ambienti lavorativi sicuri e rispettosi per tutti.











